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"Perciò era necessario ricorrere alle fontanelle per fornirsi almeno dell’acqua potabile. . . . Ma, a poco a poco, questa avvilente necessità era diventata, per bizzarro che possa sembrare, una questione non priva di piacevolezza. La necessità era diventata usanza; si era data una certa impronta stilistica collocandosi tra i fatti di costume; infine aveva acquistato una certa qual solennità diventando cerimonia: Insomma, aveva una sua validità storica, era « Il Riempimiento. ». Lucio e l'acqua - Domenica del Corriere - 1969
Nat Scammacca
AVALLATI I PRINCIPI DELL'ANTIGRUPPO
Trapani Nuova, 4 Novembre 1969
SCUOLA DI PROSA ANTIGRUPPO
Trapani Nuova, 25 Gennaio 1972


Avallati i principi dell'Antigruppo col Premio Abano "il medico scrittore" vinto dal trapanese Franco Di Marco.
Membri della Giuria del Premio: Dino Buzzati, Guglieelmo Zucconi (Direttore de "La Domenica del Corriere"), il medico-scrittore Giulio Badeschi e i critici Alberico Sala e Alfredo Barberis.
Nat Scammacca, Trapani Nuova, 4 Novembre 1969
Il fatto di aver premiato il nostro concittadino e collaboratore per il suo scritto, Lucio e l'Acqua tratto da un lungo racconto romanzo, ambientato sempre nella nostra provincia, onora tutta la giuria di Abano.
Insolita questa vittoria di uno delle nostre parti, uno proveniente dalla provincia che è culla dell’Antigruppo, un outsider che, allo sbaraglio, partecipa ad un premio Indetto dal Nord, ma ci fa almeno sperare che tutto non è sommerso dall'opportunismo e dalla propaganda e che é ancora possibile ascoltare una voce sconosciuta e solitaria quando ha veramente quel cosa da dire. La figura dl Franco Di Marco impersona tutti i ventun punti dell’Antigruppo sia come me-dico che cuore scrittore.
Siamo lieti dl ricordare al nostri lettori che questo giovane scrittore ha iniziato la sua attività letteraria proprio sulla nostra terza pagina subito dopo i momenti tristi e bui dei terremoto.
Mi ricordo che, allora, Franco Dl Marco, stanco per Il faticoso lavoro di medico svolto tra la gente terremotata, deluso per l'andamento delle cose burocratiche nella nostra provincia, una sera mi disse: “E, meglio piantar lutto e andar via . . . la provincia diventa sempre più povera, converrebbe forse scappare a Roma o in qualche città del nord Lì almeno si può vivere in un ambiente più confortevole, più accogliente . . . . scuole . . . . piscine . . . . palestre, un clima dove un individuo che vuole esprimersi viene più incoraggiato, dove la frutta non marcisce e dove, quando pianti qualcosa, le radici non muoiono”.
"No, Franco, è la periferia, è la provincia che ha Il diritto alla fedeltà e alle attenzioni dei suoi figli migliori. Non deve essere sempre il Nord ad approntare dei talenti piovuti da ogni parte del Paese. Solo rimanendo qui, al di fuori, restando aggrappato alla provincia, soffrendo insieme agli altri si potrà avere la coscienza tranquilla”.
E, a questo punto, Franco Di Marco mulina la questione morale, esita soltanto un momento, poi si butta con tutto se stesso nel suo lavoro di medico di provincia amato e rispettato da fatti e inizia il suo libro i cui brani Sono stati letti e premiati dalla giuria di Abano. Le nostre felicitazioni ai primo dottore-scrittore d'Italia e viva la provincia!
Scuola di prosa Antigruppo
Nat Scammacca, Trapani Nuova, 25 Gennaio 1972
Per chiarezza è necessario affermare che questa terza pagina del settimanale Trapani Nuova, diretto da due uomini liberi e di sinistra, Nino Montanti e Antonino Schifano, è stata sempre espressione di libertà e democrazia e proprio in nome della libertà e della democrazia non è stato mai rifiutato un articolo anche quando ideologicamente esprimeva un tematica diversa da quella del giornale.
Sfido chiunque a trovare In Italia una terza pagina più libera.
Abbiamo già presentato in anteprima su questa pagina «I mille cavalli» di Roveri.. Presenteremo ora «Una croce tarpata TP» di Franco Di Marco, anche questo un inedito che sarà li primo di una serie di lavori che a mano a mano andremo pubblicando dedicando l'intera pagina a un solo autore. Vogliamo cosi dire ai nostri lettori che nella provincia di Trapani esistono scrittori degni di essere presentati nella scia lasciata da Roberto Roversi Pubblicheremo in seguito un lavoro teatrale di Gianni Diecidue, saggi critici vari di Pietro Terminelli, alcune pagine tratte da «Due mondi» del sottoscritto ... ed altre opere. Ma passiamo al primo autore di questa scuola di prosa antigruppo»: Franco Di Marco, medico scrittore che lotta contro intrighi e contro lo stesso terremoto che ha sconvolto la nostra provincia. Ha tradotto brillantemente alcune poesie di protesta di Armand Monjo e altre di Santo Cali, un suo articolo scintillante d'ironia e polemica si trova nel libro «Una possibile poetica per un antigruppo», ed Celebes.
La prima parte di queste pagine presentate qui, sotto il titolo «Tossicologia di un terremoto», hanno la stessa qualità poetica di quelle dell'inedito di Roberto Roversi. Entrambi gli scrittori, infatti, esprimono una cultura profonda e vasta, entrambi limano la loro prosa con cura e raffinatezza.
Tutto il libro è una drammatica e allo stesso tempo ironica descrizione dell'ambiente trapanese durante Il terremoto del 68. Panoramico nei suoi effetti, l'autore può Inserirsi facilmente tra scrittori conte Bonaviri, Leonardo Sciascia, Sebastiano Addamo ed Elio Vittorini. Il valore di questo scrittore è il sapersi esprimere come uomo moderno degli anni 70 senza mai cadere in espressioni di eccessivo sperimentalismo che allontanano e stancano il lettore. Né l'autore si rifà a solchi vecchi del passato come Leonardo Sciascia o Tomasi di Lampedusa amati dai siciliani perché propinano loro quel tipo di droga che in verità li lascia dove sempre sono stati; Franco Di Marco al contrario li spinge ad allontanarsi dagli antichi schemi e dai vecchi modi di pensare.
Qui, su questa pagina trapanese, presentando la scuola di prosa antigruppo, scopriremo nuovi atteggiamenti, nuovi modi di vedere l'esistenza, la città, la campagna, il cielo, il tutto e Il nulla del futuro dell'uomo siciliano alla ricerca di un domani in loco e non altrove.
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