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"Perciò era necessario ricorrere alle fontanelle per fornirsi almeno dell’acqua potabile. . . . Ma, a poco a poco, questa avvilente necessità era diventata, per bizzarro che possa sembrare, una questione non priva di piacevolezza. La necessità era diventata usanza; si era data una certa impronta stilistica collocandosi tra i fatti di costume; infine aveva acquistato una certa qual solennità diventando cerimonia: Insomma, aveva una sua validità storica, era « Il Riempimiento. ». Lucio e l'acqua - Domenica del Corriere - 1969
Servizio reso alla Libera Università di Trapani


Nel 1974 partecipa alla realizzazione del sogno del dott. Giuseppe Garraffa: viene fondata a Trapani la Libera Università del Mediterraneo. Come socio fondatore viene chiamato a ricoprire l’incarico di consigliere di amministrazione; le qualità dimostrate e il lavoro svolto per l’istituzione gli valgono la conferma per i trienni successivi, ininterrottamente fino al 1991.
Nel 1978 viene chiamato come docente di Auxologia e Genetica presso la scuola Superiore di Servizio Sociale (oggi corso di laurea). Nonostante la materia venga insegnata nel primo anno del corso riceve diverse gratificazioni come inviti a relazionare a convegni e tesi di diploma:
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Consultori genetici e prevenzione e diagnosi della patologia connatale – Relazione al Convegno “Ruolo e funzione del servizio sociale professionale nel quadro dei servizi socio-assistenziali, sanitari, educativi e culturali di competenza dell’Ente Comune” – Trapani – 9, 10 e 11 Giugno 1981
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I servizi sociali per la donna – Relazione al Convegno “Ruolo e funzione del servizio sociale professionale nel quadro dei servizi socio-assistenziali, sanitari, educativi e culturali di competenza dell’Ente Comune” con AS Maria Aranciotta e AS Lina Gulotta – Trapani – 9, 10 e 11 Giugno 1981
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La prevenzione delle malattie genetiche – Relazione al Convegno “Integrazione dei servizi sociali e sanitari nell’unità locale” – Trapani – 7 e 8 Maggio 1982
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Aspetti di medicina preventiva nei consultori familiari – Relatore delle tesi di diploma di Assistente Sociale di Marisa Cottone e Carmela Parato – nel 1983
Servizio reso alla Libera Università di Trapani

“Rebus nostris colendis” coltiviamo, curiamo le nostre cose. Una frase, imperniata su uno spunto di Cicerone, che racchiude in sè tutta la forza, la grande volontà, lo spirito di servizio e l’amore per la propria città che spinse, nel 1974, i componenti del Consiglio di Amministrazione del “Consorzio per il Libero Istituto di Studi Universitari della provincia di Trapani” (sorto nel 1974 su iniziativa del Rotary Club trapanese per volontà del dr. Giuseppe Garraffa e dei suoi amici più intimi) poi divenuto “Libera Università del Mediterraneo di Trapani”, a sposare la causa dell’Università di Stato in città. Ne fecero il proprio cavallo di battaglia, l’obiettivo prioritario da raggiungere ad ogni costo per il bene comune, per venire incontro alle giuste esigenze delle famiglie di tutta la provincia e di tutta la popolazione studentesca nel suo complesso. La civetta, il famoso logo di quel Consorzio, ereditato oggi dal Consorzio Universitario della provincia di Trapani, nacque quasi per caso, si narra nel corso di una cena tra il Presidente dr. Giuseppe Garraffa, scomparso qualche anno fa, e alcuni tra i suoi più stretti amici oltreché collaboratori: il dr. Antonio D’Aleo (già direttore del Banco di Sicilia e, per ben 14 anni, Consigliere delegato – Tesoriere della Libera Università di Trapani), il dr. Marco Cernigliaro (Vice Presidente), l’Avv. Paolo Camassa (Consigliere di Amministrazione).
….. il simbolo della Civetta prese spunto da due riflessioni abbastanza accurate: intanto dalle caratteristiche proprie dell’Accademia della Lima trapanese (poi divenuta Accademia della Civetta) e poi dal fatto che la civetta stessa sembra simboleggiasse e simboleggi gli studi universitari medici.
….. Gli uomini di quel Consiglio di Amministrazione, a cui va la gratitudine e la riconoscenza di tutta la città, non lasciarono niente di intentato pur di raggiungere il loro nobile scopo, e si sono sempre industriati per dare, alla città, ai giovani, alla loro terra, una essenza culturale e universitaria valida, seguita con ammirazione, ricca di fermenti, senza soste. Non può essere dimenticata neppurela Rivistaedita da quel Consorzio,la Rivistaculturale quadrimestrale “Libera Università Trapani”, che veniva distribuita a livello regionale e nazionale e che si pregiava della collaborazione delle firme più prestigiose facenti parte il panorama culturale locale, provinciale, regionale, nazionale. Attorno a quella gloriosa Rivista, che interruppe le pubblicazioni nel 1991, ruotava un vero e proprio movimento culturale.
….. Scopo di quel Libero Consorzio era quello di portare l’Università degli Studi a Trapani. Non soltanto ci sono riusciti, ma si deve al loro impegno anche la costruzione dell’attuale Plesso universitario trapanese, auditorium compreso. Progettista e direttore dei lavori è stato l’Ing. Alfonso Augello, anch’egli Consigliere di Amministrazione, pure lui deceduto anni fa. Facevano parte di quel Consiglio di Amministrazione anche il dr. Franco Di Marco, il dr. Vito Montalbano, il dr. Filippo Camuto, l’Avv. Nicola Liotti,la Preside ErnestinaLiotti Novara, il Preside Giuseppe D’Aleo, l’Ing. Giuseppe Giordano, i delegati della Provincia Regionale e della Camera di Commercio. Memoria storica di quel Consorzio sono oggi il dott. Camuto, l’ing. Giordano e la prof.ssa Liotti Novara …..
Claudio D’Aleo – Le origini dell’Università a Trapani – Stella Polare – Anno XI, n.3 – Natale 2002
INCARICHI RICOPERTI
Membro del Consiglio di Amministrazione - dal 1974 al 1991
Redattore della rivista Libera Università Trapani – dal 1974 al 1992
Docente di Auxologia e Genetica – dal 1978 al 1983
REDATTORE DELLA RIVISTA
La prevenzione delle malattie genetiche - Libera Università Trapani, anno II, n.3, Marzo 1983
Sikelè Sicana di Ignazio Navarra , Ed. A.I.C.S:, Agrigento, recensione - Libera Università Trapani, anno VII, n.20, Novembre 1988 / 1° Semestre ‘89
Cu lu cori ‘n manu – Poesie in dialetto siciliano di Alberto D’Angelo, recensione - Libera Università Trapani, anno X, n.27, Marzo 1991
Nat Scammacca: Ericepeo – di Maria Mazziotti Gillan, traduzione - Libera Università Trapani, anno X, n.29, novembre 1991
RELAZIONI A CONVEGNO
Consultori genetici e prevenzione e diagnosi della patologia connatale – Relazione al Convegno “Ruolo e funzione del servizio sociale professionale nel quadro dei servizi socio-assistenziali, sanitari, educativi e culturali di competenza dell’Ente Comune” – Trapani – 10 Giugno 1981
I servizi sociali per la donna – Relazione al Convegno “Ruolo e funzione del servizio sociale professionale nel quadro dei servizi socio-assistenziali, sanitari, educativi e culturali di competenza dell’Ente Comune” con AS Maria Aranciotta e AS Lina Gulotta – Trapani – 11 Giugno 1981
La prevenzione delle malattie genetiche – Relazione al Convegno “Integrazione dei servizi sociali e sanitari nell’unità locale” – Trapani – 7 Maggio 1982
RELATORE A TESI DI LAUREA
Aspetti di medicina preventiva nei consultori familiari – Relatore tesi di diploma di Assisitente Sociale di Marisa Cottone e Carmela Parato – 1983
Alberto D'Angelo
Alberto D'Angelo
CU LU CORI 'N MANU
Poesie in dialetto siciliano - Prefazione di G. Aldo Ruggieri
Libera Università Trapani, anno X, n.27, Marzo 1991
Marzo 1990: la terza fatica letteraria di Alberto D'Angelo è giunta con cronometrica precisione risoettando una cadenza rigidamente biennale che, senza essere frenetica - e perciò figli di imperiosi (teoricamente benefici) furori creativi, ma anche possibile madre frettolosa di errori - mostra tuttavia una solida congruità per un esercizio della poesia non casuale, non capriccioso, non puramente ricreativo, ma invece continuo e serrato, ormai idefettibile, sicuro. Poeta, ancora una volta, dunque, come poiéin.
L'uso del dialetto, poi, come unico mezzo espressivo, laddove nella prima raccolta la promiscuità con la lingua fu salomonica: metà delle poesie in dialetto e metà in lingua e nella seconda la preferenza era andata decisamente al dialetto, indica chiaramente che, non del percorso obbligato di un incolto dialettofono, ma di una scelta si è trattato; scelta amorevole, e lo dimostra una sempre maggiore attenzione linguistica. Il dialetto come meta raggiunta dopo lunga meditazione costituisce, dunque, l'approdo alla porola pura non resa banale dall'uso quotidiano - come scrivono Teso e Chiesa - quella parola che Ernesto Calzavara ha chiamato "paola di legno". Su questo robusto ordito, D'Angelo intreccia la trama dei suoi paesaggi: Ventu/ (...)/ annaca a daciu / li varchi addummisciuti; dei suoi personaggi: Me' nonnu Bertu c'a scupetta 'n coddu; dei suoi sogni ad occhi aperti: Sissantasitt'anni / Na vita! / Si ci pensu / Viu... quatri.
Puntuale la prefazione di Aldo Ruggeri, che coglie nel lavoro di D'Angelo, e ci trova pienamente d'accordo, vena sicura e pieno coinvolgimento del lettore.
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