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Premi e Manifestazioni in ricordo

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Rime d'argento
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Erice 24.10.2019
Erice 24.10.2013
Cornino 29.10.2013
Fardelliana 09.04.2015
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Trapani 28.06.2024

LU CODICI DI LA SANTA NICISSITA' AL TEATRO SELINUS DI CASTELVETRANO
21 Novembre 2010
 
Al Teatro Selinus di Castelvetrano è stata presentata la ristampa, del volume: “Lu codici di la santa nicissità”, un libro di novelle di Berto Giambalvo, a cura dell’Associazione perla Tuteladelle Tradizioni Popolari del Trapanese e dell’Università Mediterranea per le Tre Età e col patrocinio del Sindaco di Castelvetrano.
Alla cerimonia sono intervenuti: prof. Francesco Saverio Calcara, storico, dott. Ignazio Aversa, presidente dell’UMTE, dott. Giuseppe Di Marco, studioso della lingua siciliana e figlio del curatore, ing. Giuseppe Giambalvo, figlio dell’autore, dott. Giuseppe Camporeale, prof. Salvatore Valenti. Il dott. Gaspare Di Stefano ha letto alcuni brani del volume.
Ho conosciuto Berto Giambalvo, (per gli amici: “lu zu Bertu”) all’Hotel Alceste di Selinunte intorno al 1998, durante una manifestazione culturale. Ricordo che in quella occasione io ho recitato una mia novella in dialetto e lui una delle sue, forse la più bella: “Li ficurini ustini”, fra le risa e gli applausi degli astanti. “Lu zu bertu”, lavoratore della terra, è stato un novellista che sapeva intrattenere, con i suoi “smafari” (racconti umoristici) gli amici ed amici degli amici nei suoi numerosi conviti, dove partecipavano principalmente letterati e uomini politici; nato a Castelvetrano nel 1926, ha conseguito come titolo di studio appena la seconda media, ma per quel periodo storico in cui l’80% della popolazione siciliana meno abbiente era analfabeta, poteva considerarsi “allittratu”. Eppure, è giusto ricordare che allora, anche fra gli analfabeti contadini, esisteva una ricchissima letteratura orale, che si tramandava da padre in figlio; si trattava di poesie, proverbi, motti, frasi idiomatiche, filosofia popolare, canzoni e musiche popolari, “cuntura” (racconti).
C’erano poeti che sapevano improvvisare poesie in rima baciata, esistevano tante canzoni popolari create e cantate dal popolo, senza musica e parole scritte. C’era anche una demopsicologia popolare che si esprimeva anche sotto forma di proverbi come: “Ci voli assai pi sapiri picca” oppure: “discursu longu cu picca paroli”. “Li cuntura” (i racconti), le cui origini sono antichissime, erano ricchi di sedimenti culturali dell’antico passato e insegnavano a saper vivere e sopravvivere alle avversità della vita, la morale, a rispettare e far rispettare lu “codici di la santa nicissità” cioè le regole fondamentali della sopravvivenza: regole ferree, dure, scritte nella mente e nel sangue, che esulano dalle leggi dello stato. Le più importanti erano: “A cu ti leva lu pani, levacci la vita” oppure: “l’onuri si lava cu lu sangu”.
Il Giambalvo sarà stato forse, l’ultimo grande letterato della nobile e arcaica civiltà contadina. Le sue novelle, che spesso rispecchiano il suo carattere fortemente umorista, sono state raccolte direttamente in dialetto siciliano come lui le ha raffigurate, per non perdere tutta quella freschezza e spontaneità d‘espressione prettamente contadina.

Franco di Marco, con il patrocinio dell’Università del Mediterraneo di Trapani, ne ha curato la trascrizione e la traduzione in italiano. Sebastiano Elia ha aggiunto una sua nota. Intorno agli anni ’90 il libro è stato presentato per la prima volta al Circolo della Gioventù di Castelvetrano. Le novelle di Berto possono essere poste, senza paura di sfigurare, a fianco di quelle di Pirandello, di  Capuana e di Verga, perché mostrano un mondo contadino siciliano povero, ma ricco di quei valori umani, che, purtroppo, oggi sono scomparsi, come la saggezza, il buonsenso, la felicità per “la roba” (quel pochissimo che si possedeva). A causa della letteratura orale, purtroppo, moltissime novelle si sono smarrite nella nebbia del tempo o rimangono ancora conservate nei cassetti, in attesa che venga rivalutata la lingua siciliana nei suoi giusti meriti. Io ne conservo 120, scritte da me in siciliano, cercando di riportare il più fedelmente possibile i vocaboli e le frasi idiomatiche più caratteristiche, per come le ho sentite raccontare da mia nonna o da anziani contadini. Esse aspettano tempi migliori o finiranno nel dimenticatoio.
 
Vito Marino
su: “L’Opinione” 23 Dicembre 2010

Codici teatro Selinus Castelvetrano

da sinistra Giuseppe Giambalvo, figlio di Berto; Giuseppe Di Marco, figlio di Franco; Giuseppe Camporeale, storico; Salvatore Valenti, presidente ATTPT; Francesco Saverio Calcara, storico; Ignazio Aversa, presidente UMTE e Gaspare Di Stefano, cultore di tradizioni siciliane e fine dicitore dei racconti.

QUINTE IN PIAZZA
ricordo letterario e artistico del dott. Franco Di Marco

Custonaci - Sabato 10 Settembre 2011

“Quinte in piazza” è  il titolo della rassegna di teatro dialettale promossa dall’amministrazione comunale di Custonaci che si è svolta dal 4 al 10 Settembte 2011 nella piazza antistante il Palazzo Comunale. Una settimana dedicata al teatro nel corso della quale è stato commemorato il  medico e scrittore custonacense Franco Di Marco.
Con il patrocinio della Provincia regionale sono andati in scena: la commedia “La ballerina ed il figlio di Don Gesualdo”; “La buonanima di mia suocera” di G.B. Spampinato portato in scena dalla compagnia Piccolo Teatro “Le Scale” di Valderice; “La guerra di Lisistrata”, commedia musicale in 2 tempi di Elio D’Amico, musiche originali di Santino Stinco realizzato dalla Compagnia Artistica Mediterranea di Trapani; “U mortu assicuratu”, di Ferruccio Centonze, della compagnia Proscenio” di Salemi; “A birritta russa”, commedia in 2 tempi con testi e musiche di Giuseppe Mazzarella e portato in scena dalla Compagnia Artistica “Amici di Nino Martoglio” di Trapani; “Cicale scoppiate”, teatro comico della Compagnia Virginia Alba e Paolo La Bruna di Palermo.Sabato 10 settembre si è tenuta la serata finale con la premiazione dei gruppi partecipanti, un concerto, con brani classici e moderni, eseguiti dal complesso musicale diretto da Gaetano Coppola, e il ricordo di Franco Di Marco cui hanno partecipato: il dott. Giuseppe Di Marco, figlio di Franco che ha tracciato un ricordo della famiglia Spezia: i nonni custunacensi di Franco, e il prof. Salvatore Valenti, presidente dell’Associazione per la Tutela delle Tradizioni Popolari del Trapanaese, che ha tracciato un profilo di Franco Di Marco scrittore e letetrato. Giuseppe Passalacqua e Michele Morfino hanno letto alcuni scritti: la novella “un mare d’oro” ambientato nel golfo di Cornino che vinse nel 1970 il premio nazionale “il medico scrittore” indetto dal Corriere della Sera e i racconti “Peppi”“i ficurini austini” di Berto Giambalvo che proprio Franco Di Marco ha provveduto nel 1990 a trascrivere, tradurre e pubblicare in un volume edito dalla Libera Università di Trapani.

Custonaci Quinte in Piazza
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tra presentatrice e valletta il sindaco di Custonaci prof. Mario Pellegrino consegna una targa ricordo a Pina Di Marco

Art incontra sport

L'ARTE INCONTRA LO SPORT
24 Aprile 2014

Francesco Paolo Sieli, presidente della Società Mediterranea di Medicina dello Sport, realizza nella suggestiva sede di Villino Nasi una manifestazione nella quale pittori e poeti siciliani possano rappresentare e parlare, permettendone sempre più la divulgazione, attraverso la loro arte del mondo dello Sport, propagandando la cultura della prevenzione, di un sano stile di vita,  attraverso una regolare attività fisica ed una corretta ed equilibrata alimentazione, combattendo la sedentarietà e tutti i tossici voluttuari: tabacco, alcool, droghe.
Per il coinvolgimento di musicisti e pittori, ha attinto alle sue conoscenze e alle sue preferenze estetiche ma per i letterati e i poeti si è voluto affidare alla riconosciuta dimestichezza di Marco Scalabrino con la letteratura siciliana e in particolare con il mondo emergente e sommerso insieme dei poeti dialettali siciliani.
Per la prosa, Giuseppe Di Marco ha presentato e letto alcuni racconti del padre Franco, autore e trascrittore dei racconti di  Berto Giambalvo pubblicati nel "Lu codici di la santa nicissità".
Per la poesia, con la consulenza di Marco Scalabrino, è stato allestito un pomeriggigo letterario nel quale ciascun autore ha declamato una poesia sul tema dello sport:
Rizza!! - Vincenzo Adamo
Forza Trapani - Nino Barone
Lu cchiù granni jucaturi di lu munnu - Piero Carbone
Lu sportu - Alberto Criscenti
Lu sporti di la vita - Giuseppe Gerbino
Sport onuri e 'nsignamentu - Giuseppe Ingardia
Lu 'ncantu di lu sport - Alberto Noto
Ginnastica !? - Marco Scalabrino
Lu sporti è lealtà - Giuseppe Vultaggio.
La mostra dei pittori Rocco Poma e Nello Previti si è protratta per un paio di settimane.

RICORDO DI DOMENICO LI MULI
Giovedì 9 Aprile 2015 - Biblioteca Fardelliana - Trapani

 

Promosso da Biblioteca Fardelliana, Comune di Trapani, Lions Club Trapani e Fondazione Franco Di Marco, si è tenuto un piacevole pomeriggio culturale per ricordare la figura del prof Domeico Li Muli e la sua collaborazione artistica con Franco Di Marco ed il Lions Club di Trapani.

Davanti ad un centinaio di resenti, dopo l'introduzione del Direttore della Biblioteca Fardelliana Margherita Giacalone e del Presidente del Lions Club di Trapani Vito Sanci ci sono stati gli interventi di:

Francesco Giacalone, storico e biografo del prof Li Muli;

Marco Scalabrino, poeta , che ha letto e commentato alcune poesie del prof Li Muli tratte dalla silloge "Eco di pensieri";

Marzio Ingoglia, ingegnere e direttore dei lavori di restauro della Fontana del Tritone, restauro donato dal Lions Club alla città di Trapani;

Giueppe Di Marco che ha parlato della fitta collaborazione artistica tra Domenico Li Muli e Franco Di Marco ed il Lions club di Trapani.

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da destra: Marzio Ingoglia, Giuseppe Di Marco, Margherita Giacalone e Vito Sanci

Crescenzio Cane eFranco DMarco

CRESCENZIO CANE e FRANCO DI MARCO
9 Novembre 2018
 
Nei locali del Centro Studi Nat Scammacca in via Argenteria a Trapani si è tenuto un interessante incontro per ricordare due autori Antigruppo: Crescenzio Cane e Franco Di Marco. Sono intervenuti il prof. Nicola Lo Bianco che ha ricordato la figura di Crescenzio Cane leggendo alcuni scritti, e Giuseppe Di Marco che ha letto alcuni brani scritti dal padre.
Ospiti del Presidente del Centro Studi Nat Scammacca, Glenn Scammacca, le poetesse Flora Restivo e Gabriella Ruggirello e Flora Certa, figlia di Rolando Certa.
Presente anche Salvatore Valenti Presidente dell’Associazione tutela delle Tradizioni Popolari.

PREMIO STAREBENE agli operatori della salute
Cittdella della Salute - Dicembre 2015 - Trapani
 
In ricordo della attività premio alla memoria al dott. Franco Di Marco.     leggi larticolo e guarda le foto

premio Starebene
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