

"Perciò era necessario ricorrere alle fontanelle per fornirsi almeno dell’acqua potabile. . . . Ma, a poco a poco, questa avvilente necessità era diventata, per bizzarro che possa sembrare, una questione non priva di piacevolezza. La necessità era diventata usanza; si era data una certa impronta stilistica collocandosi tra i fatti di costume; infine aveva acquistato una certa qual solennità diventando cerimonia: Insomma, aveva una sua validità storica, era « Il Riempimiento. ». Lucio e l'acqua - Domenica del Corriere - 1969
Formazione e Professione
Nel 1950 si trasferisce a Palermo per gli studi universitari di Medicina e Chirurgia che completa nel 1956, laureandosi con il massimo dei voti. Di quel gruppo di studenti che dalla provincia siciliana approdarono alla laurea e si affermarono come validi professionisti e figure di rilevo ricordiamo anche: Serafino Mansueto cattedratico di Clinica Medica a Palermo, Angelo Raineri cattedratico di Cardiologia a Palermo, Renato Vaccaro cattedratico di Pediatria a Perugia, Giuseppe Alestra primario di Chirurgia a Mazara del Vallo, Nino Culicchia primario di Medicina a Trapani.
Subito si sente attratto dalla Pediatria, che sarà la sua professione per quarant’anni. Si avvicina così al reparto di pediatria dell’Ospedale S.Antono di Trapani, diretto dal compianto prof. Elio Fonti che lo segue negli inizi della sua formazione professionale.
Il 6 Settembre del 1961 si sposa con Pina Pollina di un anno più giovane di lui e da cui ha due figli: Giuseppe, medico, nato nel 1962 e Gaspare, informatico, nato nel 1966. Appena nato il primogenito si può dedicare con più tranquillità agli studi pediatrici che decide di intraprendere nel 1963 presso la scuola di specializzazione dell’Università di Perugia, diretta dal suo maestro prof Roberto Bugio, dove si specializza nel 1966.
Nel 1969 viene eletto al consiglio dell’Ordine dei Medici di Trapani. Conserverà questa carica fino al 1986, partecipando attivamente al periodo della presidenza del dott. Giuseppe Garraffa, benemerita figura che fatto di un ordine professionale una istituzione di riferimento in ambito scientifico, cultrale e di servizio per tutta la comunità.
Nel contempo, non trovando sbocco professionale in ospedale, prende le mutue dell’INAM nel popolare quartiere di “Borgo Annuziata-Passo dei Ladri-Fontanelle”, e che mantiene fino al 1972; partecipa come protagonista a quell’epopea che il famoso film di Alberto Sordi, il medico della mutua, ha fedelmente descritto. In quegli anni, infatti, non era ancora stata istituita la figura del pediatra di libera scelta con conseguente grande limitazione dell’attività pediatrica extra-ospedaliera.
Nel 1972, memore della prematura morte del padre a 40 anni e interpretando come cattivo presagio la scena finale del flim di Sordi, decide d’istinto di abbandonare i suoi tremila e più mutuati INAM per iniziare di fatto la sua carriera di pediatra del territorio per le cassa muta artigiani e la cassa mutua commercianti di Trapani. Sempre nel 1972, per arricchire ancora il proprio bagaglio pediatrico specialistico, si trasferisce per alcuni mesi a Pavia dove segue un Master di alta specializzazione in Neonatologia, probabimente coltivando ancora nel proprio animo la possibilità di una attività ospedaliera. In quegli anni viene chiamato a dirigere l’Ospizio Marino Sieri Pepoli, una struttura trasformata da sanatorio infantile a residenza per bambini con problemi familiari, amministrata da una Opera Pia e gestita dalle Suore di Sant’Anna. Per più di venti anni presterà la sua amorevole opera per l’assistenza dei bambini più disagiati di Trapani. Nel 1975 viene chiamato a ricoprire l’incarico di Medico Scolastico, figura da poco istituita, e che ricoprirà fino al 1979.
Nel 1978, istituito il SSN e la figura del Pediatra di famiglia, passa d’ufficio nelle liste della USL e, secondo pediatra siciliano per anzianità, svolge la sua attività professionale fino al 2000, quando la “malattia” lo costringe anticipatamente alla pensione.
Muore nella sua casa di Erice il 23 agosto del 2003.
Formazione e Professione

L'amore per la professione di pediatra e l'attenzione per i bambini ha accompagnato Franco Di Marco in ogni momento della sua vita, fondendo lavoro, interessi personali e attività di servizio alla comunità.
Nel 1975 ha ricevuto l' Attestato di Benemerenza dall' UNICEF
