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"Perciò era necessario ricorrere alle fontanelle per fornirsi almeno dell’acqua potabile. . . . Ma, a poco a poco, questa avvilente necessità era diventata, per bizzarro che possa sembrare, una questione non priva di piacevolezza. La necessità era diventata usanza; si era data una certa impronta stilistica collocandosi tra i fatti di costume; infine aveva acquistato una certa qual solennità diventando cerimonia: Insomma, aveva una sua validità storica, era « Il Riempimiento. ». Lucio e l'acqua - Domenica del Corriere - 1969
L’Associazione Culturale Sicilia Firenze, costituita in Firenze nel 1988, è nata come piattaforma d’incontro con quanti, siciliani che vivono in Firenze e in Toscana, vogliono stabilire o rinsaldare rapporti di affinità alimentati dalle comuni radici, ravvivando ed arricchendo a tal fine la conoscenza delle tradizioni e della cultura siciliane, nelle loro variegate espressioni e localizzazioni. Nell’ambito del sodalizio si ricorda ancora come uno degli incontri più ”riusciti” e significativi quello con Franco Di Marco del febbraio 1995, propiziato dalla nostra vecchia amicizia, in un’atmosfera di “consonanza” e viva cordialità. Fu una vera e propria “lezione”, non cattedratica ma colloquiale (ricordo, per inciso e con commozione, lo scherzoso suo …ironico richiamo che accompagnò il mio maldestro asincronismo nell’assisterlo con le diapositive da proiettare per illustrare i vari passaggi del suo intervento), uno “sminuzzamento” in termini di chiarezza e concretezza del dibattuto tema del rapporto fra lingua e dialetto, che mi fu agevole riportare in una nota dedicata all’incontro sul nostro periodico “Lumie di Sicilia”, la pubblicazione a cui intendeva affidare - gratificante gesto di simpatia- la sua traduzione dell’Eneide in siciliano, iniziata nelle ultime settimane di vita e interrotta al verso 156.
Mario Gallo
responsabile del periodico “Lumie di Sicilia"
a capuzzuni
A CAPUZZUNI
ricordando Franco Di Marco
di Mario Gallo
Lumie di Sicilia, numero 61, Ottobre 2007
Curriti, prestu, curriti…!
chi ffu? cu fu?
curriti!
scappau focu a Tramuntana
dâ Turri Lignì finu â Culummara,
focu ranni: ‘u suli pigghiau focu!
e ‘u mari è rrussu,
‘u culuri dû sangu
dî tunni chi sputanu l’anima
nna cammara dâ morti.
Currinu ‘i trapanisi
masculi fimmini
vecchi e picciriddi
currinu â Marina, â Piscarìa:
bedda Matri Santissima ri Trapani!
veru è! talìa: ‘u suli avvampa,
a picca a picca va squagghiannu,
si fici ‘a metà, chiama aiùtu…
tuttu ‘na vota si jecca a mari,
a capuzzuni…
Dû funnu di lu funnu dû mari
scura assumma ‘a sira.
Erinni

In occasione del quarantennale della tragedia del "Terremoto dl Belice" Lumie di Sicilia dedica la copertina del n.62, Febbraio 2008, alla tragica ricorrenza ospitando alcune righe tratte da "Tossicologia di un Terremoto":
Le Erinni! Le donne scarmigliate e seminude
correvano, chi serrandosi al petto la creatura,
chi abbracciandosi all’addome ancora pieno,
gridando: mamma mia, aiutami tu . . .
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