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"Perciò era necessario ricorrere alle fontanelle per fornirsi almeno dell’acqua potabile. . . . Ma, a poco a poco, questa avvilente necessità era diventata, per bizzarro che possa sembrare, una questione non priva di piacevolezza. La necessità era diventata usanza; si era data una certa impronta stilistica collocandosi tra i fatti di costume; infine aveva acquistato una certa qual solennità diventando cerimonia: Insomma, aveva una sua validità storica, era « Il Riempimiento. ». Lucio e l'acqua - Domenica del Corriere - 1969
Origini familiari e Studi
La famiglia paterna
Il padre Giuseppe (1897-1940) nasce a Mazara del Vallo (TP) nel 1897 in una famiglia di piccoli proprietari terrieri, e completati gli studi liceali classici si trasferisce a Catania per gli studi universitari alla Facoltà di Lettere, dove si laurea nel 1924. Ottiene quasi subito il ruolo di docente di lettere antiche al liceo classico L.Ximenes di Trapani. Qui conosce Rosina Spezia (1903-2000), insegnante elementare che sposa nel 1930 e da cui ha tre figli: Francesco, Lucia, insegnante elementare nata nel 1936 e Nino, impiegato comunale, nato nel 1940. Fu uomo di cultura e saggista; di lui rimane il volume Crispi giornalista pubblicato a Trapani dalla casa editrice Radio nel 1933.Lo zio paterno, Enzo (1915-1985), più giovane del fratelllo, rimane a Mazara del Vallo e, completati anch’egli gli studi, insegna lettere nelle scuole medie della città. Fu autore di numerose pubblicazioni: saggi poetici (Steli di grano,Grappolo di acini, Sorbe e datteri), racconti ( La nemesi arriva per ultima, La Madonna del Paradiso di Mazara, Lettere aperte dal diario di Corrado) e sussidi per gli studenti (Argomenti letterari, Sentire e meditare, 106 temi svolti).


La famiglia materna
Francesco nasce a Custonaci (TP) il 6 Giugno del 1932, paese, oggi comune autonomo, ad economia agricola e pastorale dell’allora immenso territorio di Erice, nella casa dei nonni materni. Anche questa famiglia era di buona cultura in quanto il nonno Antonino Spezia abbandonati gli studi al seminario di Erice svolge il ruolo di ufficiale di anagrafe, allora detto “Cancelliere Comunale”, del comune di Erice nel paese di Custonaci. La nonna Antonina Agosta insegna nella scuola elementare, e per anni è stata l’unica maestra del paese; in pratica quella Spezia era l’unica famiglia alfabetizzata di Custonaci. Francesco trascorre così la maggior parte delle vacanze dai nonni leggendo i numerosi libri che trova in casa, raccontando negli anni di aver letto gran parte della letteratura europea a cominciare da “il rosso e il nero” di Stendhal a 12 anni.

il "cancelliere" Spezia e la "maestra" Spezia, nonni di Franco, con le tre figlie: Ninetta, Nitta e Rosina, madre di Franco, tutte dette "le maestre Spezia". Nella foto manca la quarta figlia, Annita, morta a 30 anni, anch'ella maestra a Custonaci.

Rosina e Giuseppe
Lucia, Nino e Franco
28.04.1939
Gli studi liceali
Nel 1940 il padre muore improvvisamente per infarto e la famiglia decide che Francesco, completate le scuole elementari, si trasferisca in collegio ad Erice per i cinque anni del Ginnasio. Al “Convitto Sales” di Erice vetta Francesco vive una dura e amara esperienza che lo porterà in seguito a dedicare tutta la sua attività professionale e di servizio ai bambini ed alle loro cure, in famiglia, in ospedale, in orfanotrofio. In convitto si dedica ancora di più alla lettura e viene guidato nella formazione classica dell’allora giovane prof. Salvatore Giurlanda, poi Preside ed illustre letterato.
E’ proprio il Giurlanda che, accortosi del valore del ragazzo, convince la famiglia a far rientrare Francesco a Trapani per continuare gli studi al Liceo L. Ximenes, dove consegue la maturità classica con il massimo dei voti nel 1950.

da: "Per non dimenticare" - Anno III, n.7: 16 dicembre 2004 - Trapani e lo spettacolo, 2
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